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Report della XI Giornata di frutticoltura a Sammichele di Bari Stampa E-mail
Report attività delle sezioni

25 giugno 2011
L’XI Giornata di frutticoltura con annessa mostra pomologica, organizzata dal COVI.P. – Consorzio Vivaistico Pugliese, il CRSA Basile Caramia di Locorotondo, il Gruppo d’Azione Locale Terra dei trulli e del Barsento ed i Viavi Giannoccaro, svoltasi presso la sede di questi ultimi il 25 giugno scorso, ha registrato la nutrita partecipazione di oltre 300 tra frutticoltori e tecnici provenienti dalle maggiori aree frutticole dell’Italia meridionale.
Gli argomenti trattati, sono stati ritenuti dagli organizzatori di grande attualità per lo sviluppo della frutticoltura pugliese e meridionale più in generale, tanto da rappresentare potenzialmente dei punti critici per la buona riuscita degli investimenti in questo settore.
I lavori sono stati coordinati dal Prof. Savino, Preside della facoltà di Agraria di Bari che, a più riprese, ha sottolineato la necessità di utilizzare materiale di propagazione certificato e corredato da tutta la documentazione prevista dalle norme. Tutti aspetti che garantiscono il frutticoltore, e tendono a porre un freno alla dilagante epidemia di Sharka che ormai è segnalata anche negli insediamenti frutticoli del nord della Puglia. Purtroppo, il comune denominatore è la provenienza delle piante da aree contaminate extraregionali; in più, considerata ormai l’accertata presenza del ceppo PPV-Marcus e la sua facile veicolazione da parte degli afidi vettori, meglio s’intende la diffusione di questa pericolosa malattia nel giro di pochi anni, anche in aree sottoposte al monitoraggio ultraventennale da parte del Servizio Fitosanitario Regionale.
Il Prof. Carlo Fideghelli del CRA – Centro di ricerca per la frutticoltura di Roma, ha tracciato unm’ampia panoramica dei portinnesti per la frutticoltura meridionale, soffermandosi in particolare sull’utilizzo dei franchi di pesco (Montclar e Missour, idonei per pesco, albicocco e susino) e di albicocco (Manicot) che in terreni non sfruttati ed idonei sotto il profilo pedologico, conferiscono una migliora qualità ai frutti per quel che riguarda pezzatura, colore, contenuti in °Brix, oltre a favorire l’anticipo della maturazione di qualche giorno.
Il Prof. Rossano Massai del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose “G. Scaramuzzi” di Pisa, ha affrontato le questioni insite alla rapida innovazione varietale che ha contraddistinto l’albicocco, che tra le specie di drupacee è quella che sta maggiormente attirando l’interesse del frutticoltore pugliese. L’invito fatto è quello di far precedere la scelta sulla varietà da impiantare da una serie di riflessioni tecniche che mettano al riparo da futuri spiacevoli risultati negativi.
Le nuove cultivar di albicocco consentono realmente l’allargamento del calendario di commercializzazione, la segmentazione del mercato, l’espansione della coltura. Però molte di quelle oggi disponibili sono autoincompatibili e necessitano di appositi ed idonei impollinatori che possono varierare da zona a zona. Inoltre, molte di esse sono caratterizzate da un elevato fabbisogno in freddo che risulta difficilmente soddisfacibile nelle are di coltivazione meridionale. Molte volte sono altresì scarse le conoscenze del comportamento vegetativo così come delle cure agronomiche specifiche (es. potatura) che necessitano.
La corsa alle novità a tutti i costi non garantisce di per sé certi risultati economici positivi e può rivelarsi molto ‘costosa’.
Il ricorso a genotipi eccessivamente colorati non è esempre sinonimo di qualità; bisogna tener conto della destinazione finale commercile del prodotto e specialmente delle sue carattersitiche organolettiche, che spesso sono ben diverse da quelle comunemente apprezzate dai consumatori.
L’invito è quello a selezionare e scegliere le ‘nostre’ migliori cultivar adatte al territorio e soprattutto che abbiano il ‘sapore dell’albicocca’
Fitopatie da impianto e reimpianto: vecchie problematiche, nuove emergenze per la frutticoltura pugliese è l’argomento affrontato dal Prof. Franco Faretra del Dipartimento di Biologia e Chimica Agroforestale ed Ambientale dell’Università di Bari con il dr. Antonio Guario del Servizio Fitosanitario della Regione Puglia.
Nella realzione sono stati trattati diversi aspetti quali:
- esigenze di mercato in continua evoluzione e rapida innovazione varietale;
- ampliamento degli areali di coltivazione con tempi eccessivamente brevi prima del reimpianto;
- approssimata gestione agronomica e sistemazione dei terreni ed insufficiente attenzione alla sanità del materiale di propagazione,
- per finire ad una scarsa conoscenza delle caratteristiche dei portinnesti oggi disponibili e il verificarsi di condizioni climatiche estreme (precipitazioni abbondanti e concentrate in determinati periodi dell’anno).
Oggi si assiste ad una recrudescenza di problematiche fitosanitarie nei giovani impianti a carico dell’apparato radicale e del tronco. Tra gli organismi nocivi maggiormente coinvolti in tali fitopatie, ci sono i funghi agenti dei marciumi radicali (Armillaria mellea e Rosellinia necatrix); Phythophtora spp., agente del marciume del colletto; Condrostereum purpureum che causa il mal del piombo e Verticillum dahaliae per le malattie tracheomicotiche.
La prevenzione è lo strumento principale contro queste malattie, attraverso:
- un adeguato riposo del terreno;
- un’equilibrata gestione agronomica;
- l’utilizzo di materiale di propagazione sano;
- l’esecuzione di tagli di potatura non eccessivi, da proteggere opportunamente attraverso l’uso di mastici con fungicidi, oltre alla decontaminazione degli attrezzi da taglio.
Ma più di ogni altro aspetto, è necessario identificare correttamente il problema e l’adozione di eventuali rimedi da parte di tecnici realmente competenti.
La forte evoluzione che la coltivazione del ciliegio ha subito negli ultimi anni - portinnesti, varietà, modalità di conduzione e concezione degli impianti - ha profondamente inciso sulle scelte imprenditoriali del cerasicoltore. Un quadro completo della situazione è stato fatto nel recente convegno nazionale di Vignola che ha registrato la presenza e la partecipazione dei maggiori esperti del settore oltre a circa 700 partecipanti. Un breve sunto sulle maggiori tematiche affrontate nel corso del convegno è stata presentata dal Dr. Luigi Catalano, direttore del CO.VI.P..
In chiusura il dr. Giuseppe Cortese di Bayer CropScience ha illustrato le strategie per il controllo dei funghi agenti di marciumi dei frutti di ciliegio quale passaggio importante per assicurare la qualità dei frutti nella fase di pos raccolta.
La mostra pomologica ricca di oltre 130 campioni di varietà di ciliegio, albicocco, pesco e nettarine in rappresentanza dell’ampia gamma offerta dai vivaisti della base sociale del CO.VI.P., ha fatto da corollario alla manifestazione.
I lavori sono stati chiusi dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Bari Francesco Caruso che ha plaudito ad iniziative del genere che affrontano problemi reali con i quali impatta l’agricoltore.
Da parte degli organizzatori vi è stata ampia soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo di divulgare la conoscenza tra quanti quotidianamente impegnati in frutticoltura, attraverso un confronto che faciliti l’incontro di diverse esperienze tra ricercatori e frutticoltori, al fine di favorire la ricerca delle soluzioni più idonee nella gestione del sistema frutteto.
Dott. Luigi Catalano

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