Le sagre della frutta Carlo Fideghelli (a cura di) MiPAAF 2009
Esce in questi giorni il corposo volume su “Le sagre della Frutta” che ha visto la luce a cura del Centro di Ricerca per la Frutticoltura di Roma ma soprattutto grazie all’impegno del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e al pregevole coordinamento di Carlo Fideghelli. Si tratta di un accurato censimento di oltre 170 eventi che si svolgono in tutta Italia con cadenza annuale e che si caratterizzano per un forte legame con le produzioni frutticole locali, molto spesso tramandate per generazioni. Tutte le Regioni del nostro Paese sono coinvolte a testimonianza, se ve ne fosse ancora bisogno, della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale italiano indissolubilmente legato all’agricoltura. E’ evidente l’importanza dei contributi di moltissimi autori che si sono fatti carico di raccogliere informazioni storiche, colturali e gastronomiche che arricchiscono ogni pagina rendendo al lettore non tanto un’elencazione di eventi quanto un piacevole excursus tematico per moltissimi Comuni italiani. Ciascun riferimento è, poi, completato da una serie di informazioni utili, anche dal punto di vista logistico, che rendono il volume completo in ogni sua parte.
Francesco Sottile
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Il caso dei residui spiaggiati di Posidonia oceanica: da rifiuto a risorsa Parente Angelo e Santamaria Pietro (a cura di) Edizioni Levante, Bari 2009 Pagine: 201; € 22
I curatori del libro, assieme al gruppo di ricercatori che operano presso L’Azienda Sperimentale “La Noria” del CNR, ripercorrono il lavoro realizzato negli ultimi dieci anni per trasformare un rifiuto - i residui di posidonia che si accumulano lungo la costa - in risorsa. Dopo aver descritto la funzione fondamentale che la posidonia svolge negli ecosistemi marini, il libro da un’idea della dimensione e dell’importanza del fenomeno degli spiaggiamenti dei residui di posidonia, solitamente considerati eventi eccezionali anziché fase di un normale ciclo naturale, prendendo in considerazione infine le potenzialità d’impiego di queste biomasse vegetali. L’opera, ricca di immagini e in una accattivante veste editoriale, illustra i principali risultati dell’attività di ricerca svolta sull’argomento e raccoglie una serie di notizie e documenti, talvolta curiosità, che spiegano quanto versatile e complesso sia il ciclo di vita di una specie vegetale. A fungere da spartiacque dell’attività di ricerca nel settore, il 16 aprile 2009 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del 22 gennaio che revisiona la disciplina in materia di fertilizzanti e fissa la quantità di posidonia che può essere aggiunta alle biomasse compostabili. Il decreto apre quindi nuove prospettive per l’impiego in agricoltura dei residui di posidonia spiaggiata, altrimenti destinati alla discarica, recuperando una antica tradizione delle popolazioni di mare che in passato usavano questi residui come pacciamante del terreno. Secondo gli autori, “in agricoltura la posidonia compostata potrà essere utilizzata come ammendante e sostituire in parte la torba, come substrato, nelle coltivazioni in contenitore”. Un’opera snella e completa anche dal punto di vista pratico, che evidenzia l’elevato livello raggiunto dai colleghi pugliesi e si appresta a far diventare il gruppo di ricerca che opera presso l’Azienda “La Noria”, punto di riferimento sulla problematica affrontata. Mi piace concludere questa nota citando un’affermazione dei curatori, “questo libro descrive come trasformare un rifiuto in risorsa e nutre la speranza che il settore primario assuma un ruolo più attivo nella gestione delle risorse e diventi più forte e comunque ecosostenibile”.
Antonio Elia
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Piante spontanee nella cucina tradizionale molese. Storie, curiosità e ricette Bianco Vito V., Mariani Rocco, Santamaria Pietro Edizioni Levante, Bari 2009 Pagine: 275; € 22
“I racconti dei nonni sono sempre i più belli”. Con questa affermazione Nicola Berlen, Sindaco di Mola di Bari, apre la sua prefazione al libro “Piante spontanee nella cucina tradizionale molese. Storie, curiosità e ricette”. Il libro presenta, in un formato elegante, una ricca collezione di informazioni relative alle specie spontanee tipiche della cucina tradizionale della provincia di Bari, frutto di oltre 60 anni (!) di ricerche del prof. Vito Vincenzo Bianco; arricchiscono e completano la raccolta Rocco Mariani e Pietro Santamaria, anch’essi, come il Prof. Bianco, del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali dell’Università degli Studi di Bari. Asparago pungente, bietola comune, boccione maggiore e boccione minore, borragine, cardogna, cicoria selvatica, finocchio marino e finocchio selvatico, grespini, lambascione, ortiche, portulaca, ruchetta selvatica e ruchetta violacea, salicornia europea e succiamele delle fave sono le specie spontanee descritte in questo libro, ricco di foto, storie curiosità e ricette. A Mola di Bari e in tutta la Puglia, in passato, le specie spontanee erano gli ingredienti base della cosiddetta cucina povera. Oggi alimentano un forte interesse naturalistico, gastronomico e medicinale, tanto che alcuni di questi prodotti sono riportati nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. Alla collezione di notizie e curiosità sulle specie descritte nel testo fanno da contorno informazioni di carattere scientifico, con una particolare attenzione ad alcuni aspetti qualitativi, nutrizionali e antinutrizionali rilevanti, frutto di anni di ricerche condotte dal gruppo coordinato dal prof. Bianco. La presenza di numerosissime altre specie spontanee commestibili del nostro territorio rende auspicabile la prosecuzione del lavoro intrapreso: nel libro sono infatti elencate ben 532 specie per uso alimentare e, tra queste, per ben 122 si hanno notizie di tentativi più o meno riusciti di messa a coltura sia in pien’aria che in ambiente protetto. Ci auguriamo che il libro diventi il primo di una lunga serie di volumi che valorizzi questi importanti aspetti delle tradizioni e della cultura del nostro territorio.
Francesco Serio
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El cultivo del Mango Victor Galan Sauco 2° edizione, Edicones Mundi-Prensa, Madrid 2009 Pagine: 340
L’edizione rivista e ampliata del volume, in lingua spagnuola, di Victor Galan sul Mango, si pone, nel mercato editoriale internazionale, come opera capace di coniugare i contenuti scientifici con una grande capacità di divulgazione tecnica. Arricchita da un ottima iconografia. Victor Galan è ormai da tempo una delle figure centrali nel mondo delle colture arboree tropicali e sub-tropicali e, all’interno dell’ISHS riveste ancora il ruolo di Presidente del Gruppo di lavoro sui fruttiferi tropicali, oltre ad essere stato a lungo Presidente della società Spagnuola di Frutticoltura. Il volume, ricco di ben undici capitoli, 28 tabelle, 145 immagini a colori, ha anche un’aggiornatissima e dettagliata bibliografia. Particolarmente interessanti, tra gli altri, i capitoli sulla fisiologia e fenologia della specie; gli aspetti genetici e varietali (ottime le immagini dei frutti di ciascuna varietà) e quello legato alla crescita e allo sviluppo della pianta, dal vivaio alla fase riproduttiva. Anche la sezione post-raccolta è particolarmente utile e ben strutturata. Il volume si pone sia come ottimo manuale per chi ha interesse, non solo commerciale, alla coltivazione del mango, sia pure come strumento didattico di particolare importanza per gli studiosi delle specie da frutto tropicali.
Paolo Inglese
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Atti del VI Convegno sulla Peschicoltura Meridionale a cura di Claudio Di Vaio, Carmine Damiano e Carlo Fideghelli Caserta, 6-7 marzo 2008 Pagine: 413
Sono da poco usciti in stampa gli Atti del VI Convegno nazionale sulla Peschicoltura Meridionale tenutosi lo scorso anno a Caserta sotto l’egida della SOI, dell’Università di Napoli Federico II e del CRA e con il patrocinio di tutti gli enti pubblici territoriali della Campania. Un appuntamento tecnico-scientifico di assoluto rilievo che sottolinea il primato produttivo nel comparto delle pesche che la Campania riveste e rivendica nel Mezzogiorno d’Italia (20.000 ettari di investimenti con circa 300.000 t di offerta), grazie anche ad un indotto ricco ed articolato che si genera fino all’immissione del prodotto nei canali di consumo e che contribuisce a dare al settore una valenza strategica per l’intera economia agricola del Sud Italia. I proff. Claudio Di Vaio, Carmine Damiano e Carlo Fideghelli hanno mirabilmente coordinato la stesura di questo volume che raccoglie tutte le relazioni e comunicazioni (orali e poster) presentate in occasione del Convegno per fare il punto sullo stato di avanzamento della ricerca italiana nelle diverse discipline che sottendono alla moderna gestione tecnico—economica del pescheto. Si parte dal miglioramento genetico, ivi compresi gli aspetti delle biotecnologie applicate alla selezione, e dalle innovazioni varietali, per poi affrontare il comportamento dei diversi portinnesti, i sistemi di impianto, la biologia di fruttificazione, la fisiologia delle piante in ordine ai diversi assetti edifici e pedo-climatici. Nutrite anche le sezioni dedicate alla protezione delle piante e alle più moderne tecnologie di prevenzione delle malattie, con particolare riguardo ai criteri di produzione integrata, e alla qualità dei frutti nella fase post-raccolta, dove lo sviluppo di metodi innovativi di conservazione, di definizione degli indici di raccolta, di caratterizzazione delle proprietà nutrizionali dei frutti appaiono i traguardi più importanti per la riqualificazione dell’offerta e il suo riposizionamento nel paniere degli acquisti di ortofrutticoli. Da non sottovalutare gli approfondimenti che concernono la situazione di mercato e gli aspetti organizzativi della filiera delle pesche e nettarine, con circostanziati rapporti sul mercato, sulla valorizzazione del prodotto, nonché sui flussi dell’esportazione nel contesto della competitività internazionale. In sintesi, un volume che riflette pienamente la realtà peschicola del Sud Italia, senza dimenticarne le complementarietà con le altre zone produttive del nostro Paese e delineando i punti critici e i punti di forza da cui ripartire per un effettivo rilancio tecnico ed economico del settore. Gli Atti (413 pagine, con numerose illustrazioni a colori; ISBN 978-88-95230-09-2) possono essere richiesti, fino ad esaurimento scorte, alla segreteria della SOI a Firenze (
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). I soci possono scaricare direttamente gli Atti in formato pdf cliccando qui.
Ugo Palara
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Manuale per una potatura semplificata ed agevolata A cura di: P. Proietti, F. Famiani, G. Pannelli, P. Guelfi 2008, Città di Castello (PG) Pagine: 108
Nel volume su “La potatura dell’olivo” a cura di Primo Proietti, Franco Famiani, Giorgio Pannelli e Paolo Guelfo viene trattata quella che, secondo il padre nobile dell’arboricoltura italiana, Alessandro Morettini, è notoriamente definita come Arte di modificare il modo naturale di vegetare degli alberi allo scopo di ottenere il più alto reddito dalla coltivazione. Gli Autori, nel redigere i vari capitoli, non sembrano essersi sottratti, in linea con tale definizione, al compito di fornire un aggiornato manuale che nelle intenzioni dichiarate fa esplicito riferimento alle finalità multiple dell’intervento di potatura, che sono tecniche e fisiologiche ma anche, e soprattutto oggi, economiche. Il manuale non tradisce, dunque, quella impostazione che nel sottotitolo è dichiarata come finalità e cioè per una potatura semplificata ed agevolata. La chiave di lettura più corretta del testo è, quindi, condensata nell’obiettivo degli Autori di fornire indicazioni e spunti di riflessione utili a semplificare ed agevolare un’operazione colturale di per sé tradizionalmente dispendiosa ed impegnativa. Coerentemente con queste premesse si sviluppano i capitoli del volume a partire, in primo luogo, da una sintetica ma efficace illustrazione dei principi fisiologici e biologici di base che sottendono le risposte vegetative e produttive dell’albero, per passare ai vari interventi possibili di potatura. Vengono successivamente passate in rassegna, con occhio moderno ed efficace schematizzazione, le principali forme d’allevamento dell’olivo, per poi trattare in dettaglio la tecnica di potatura nei diversi risvolti applicativi, sia in sede di allevamento delle piante che in quella di produzione, con opportune indicazioni sulla semplificazione degli interventi in chiave di contenimento dei costi esecutivi. Con le stesse finalità e la stessa attenzione agli aspetti economici viene, quindi, trattato l’argomento delle attrezzature e delle macchine per l’esecuzione della potatura con aggiornamenti sull’evoluzione di tali dispositivi ma anche con l’occhio attento a fornire suggerimenti pratici che non mancheranno d’interessare i tecnici e gli operatori del settore, oltre che gli imprenditori olivicoli. Un capitolo a parte viene interamente dedicato, poi, alle possibilità di semplificazione strutturale della chioma con interessanti considerazioni ed illustrazioni sull’evoluzione nel tempo della “filosofia” d’allevamento dell’olivo alla luce delle più recenti tendenze, evidenziando i vantaggi ma non sottacendo i limiti del processo d’intensificazione colturale in atto anche in Italia e fornendo al contempo alcuni elementi di calcolo e valutazioni economiche utili per indirizzare le scelte esecutive. Nell’insieme il volume appare destinato a riscuotere un vasto consenso tra gli operatori del settore ma anche tra coloro che vogliono approfondire le complesse tematiche moderne relative alla scelta del sistema d’impianto, contribuendo ad arricchire il dibattito in corso sul futuro e sul destino dell’olivicoltura italiana in un momento, quale il presente, in cui non mancano suggestioni provenienti da altre realtà produttive che, comunque le si voglia vedere, costituiscono imprescindibili occasioni di riflessione anche per il nostro Paese.
Ettore Barone Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Palermo
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Giancarlo Scalabrelli Viaggio nella Toscana del 2050 ROMANZO – edimond Pagine: 128 Prezzo: € 16,00 per acqistare il libro clicca qui
Accade, anche se non di frequente, che colleghi universitari, della cosiddetta area scientifica, si cimentino con opere letterarie generando sorpresa che comunque, in molti casi, è preceduta da avvisaglie di vario tipo. Non è stato il caso di Giancarlo Scalabrelli. Non avrei immaginato un suo esordio in questo ambito e me ne rammarico, perché vuol dire che non lo conoscevo abbastanza. Comunque la sorpresa è stata piacevole e per numerose ragioni. Le 120 pagine del testo si lasciano apprezzare, invitando alla lettura, per la loro fantasia “realistica” e la perizia con cui è stata tradotta in una prosa sciolta e garbata, senza mediazioni culturali, che così spesso appesantiscono i romanzi, ma anche senza ricorrere ad espressioni ricercate. Un linguaggio corrente per parlare di come sarà una giornata qualunque di gente comune, ma in un periodo segnato da una “mutazione” ambientale e quindi antropologica. Tutte le persone che Giovanbattista, il personaggio centrale, incontra, sono serene e sagge, come se l’umanità avesse subito una “cura” dolorosa ed impegnativa da far divenire tutti seri e disponibili. La “catarsi” ecologica di cui egli parla, peraltro plausibile, è il motivo ricorrente del libro ed è anche per questo che coinvolge quanti hanno a cuore il destino del pianeta assillato dai problemi ambientali. La vicenda, dunque, fantasiosa (come potrebbe non esserlo, essendo proiettata nel 2050) contiene riflessioni di grande attualità e di formidabile significato: si tratta di come e se una civiltà potrà sopravvivere. Per parlare di questo tema Scalabrelli ha scelto un modo semplice, ma avvincente, ricco di riferimenti tecnici e scientifici, comunque trattati con il linguaggio del romanziere "divulgatore". Ma dove si percepisce una eccezionale umanità, rispetto alla media, è nelle ultime pagine che non sono solo commoventi; c’è l’essenza della vita: “Cara Lara, a volte penso che nella nostra esistenza dobbiamo tutti superare delle prove per meritare di soffrire e poi finalmente morire”. Il libro non parla dunque solo del nostro probabile avvenire in un mondo costretto ad essere più umile. C'è di più ; è un romanzo che suggerisco di leggere.
Amedeo Alpi Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie dell’Università degli Studi di Pisa
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Elvio Bellini Miglioramento Genetico dei Fruttiferi a Firenze 2008 Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura – Università degli Studi di Firenze
E’ più, molto più, che un volume scientifico l’ultimo lavoro ddi Elvio Bellini. E’ una storia, quasi un romanzo, certamente un atto di amore per il proprio lavoro, per il Maestro, per la Scuola di cui si sente orgogliosamente alfiere. E lo è, assolutamente. E’ poi una testimonianza di un modo preciso di intendere il mestiere (sic!) del ricercatore, dell’agronomo, del frutticoltore, come un insieme inscindibile di teoria e prassi, di dati e di osservazioni, di letture e di campagna. Gli sono testimoni decine e decine di varietà, istituzioni, collaboratori, luoghi. E’ il segno del tutto evidente di un lavoro instancabile e dell’orgoglio di aver voluto e potuto raccogliere un’eredità enorme quale fu quella del Maestro, di Alessandro Morettini, della Scuola Fiorentina, anche nel campo del miglioramento genetico dei fruttiferi. Si coglie appieno l’orgoglio come si coglie la preoccupazione di lasciare tutto in ordine, tutto pronto perché la tradizione continui nella capacità di generare innovazione, unico modo per conservarne i valori e i risultati. Si parte dal Maestro e si arriva agli Allievi e ai Collaboratori, così come vuole la più limpida e vera delle tradizioni Accademiche. Bellini conosce bene il fluire delle stagioni per non sapere che quello che si fa trova la sua migliore ragione non nel solo ricordo ma nella capacità che l’esperienza ha di generarne di nuova e affatto diversa. E’ così che va il miglioramento genetico, con caratteri che, nella progenie, sono a volte evidenti e a volte no. E’ così che va l’insegnamento. Una semina, una selezione, una possibile fruttificazione. Per questo c’è molto più che un elenco di varietà nel volume di Elvio. A noi della SOI, a me che ho l’onore di presiederla, non rimane che il desiderio di ringraziarlo per questo straordinario esempio di inarrestabile passione, per questa semina che, certamente, sarà, ancora una volta, proficua.
Paolo Inglese Presidente Generale della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana
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AA.VV. Il Pesco 2008 Bayer CropScience 491 pp Coordinamento Editoriale: Renzo Angelini Coordinamento Scientifico: Carlo Fideghelli
Presentato nel corso di una recente mostra pomologica, è ora disponibile il volume “Il Pesco” della Collana “Coltura & Cultura” della Bayer CropScience. Si aggiunge, tra le colture arboree, al Pero e alla Vite e precede i volumi sul Melo e sull’Olivo, mantenendo una straordinaria veste editoriale, arricchita da una qualità e quantità di immagini veramente eccezionali. Il volume con il coordinamento generale di Renzo Angelini e quello scientifico di Carlo Fideghelli, associa alla rigore dell’analisi scientifica e tecnica una davvero inusuale capacità divulgativa. Da questo punto di vista, il potenziale lettore va ben al di là delle consuetudini tipiche di un volume specializzato, con finalità o di divulgazione e formazione accademica o di informazione tecnica, potendo interessare un pubblico più vasto, che va dal mondo amatoriale agli appassionati di cultura agroalimentare o rurale. Si tratta di una scelta editoriale precisa, come testimonia anche la bibliografia che evidentemente si rivolge ad un pubblico di non esperti, non avendo e non volendo avere la profondità di una bibliografia tipica di un libro dedicato al mondo scientifico o tecnico. Difficile scegliere, ma il capitolo “Storia e Arte” trattato da E. Bellini e S. Nin ha davvero dell’eccezionale, per l’intelligenza e l’originalità dei testi e l’impressionante ricchezza iconografica. Ma non sono da meno “Alimentazione” e “Paesaggio” che qui assumono un valore davvero fondante, mentre i più “tradizionali” capitoli dedicati ai sistemi produttivi e al pesco nel mondo, sono trattati con rigore e semplicità e con ricchezza, anche questa volta, di immagini, che ne rendono assai agevole la lettura. Complimenti quindi ai Coordinatori, all’Editore e ai diversi Autori e buona lettura a chi vorrà davvero conoscere questa specie che è un patrimonio della storia agraria del nostro Paese.
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Le specie legnose da frutto. Liste dei caratteri descrittivi/ The fruit woody species. Descriptor list Elvio Bellini [et alt.] 2007 1069 p. + illustrazioni + foto ISBN: 978-88-8295-084-2 Prezzo: 62,00
Primo in Italia nel suo genere, questo lavoro si propone di fornire un'informazione ampia e aggiornata sui "caratteri descrittivi" delle specie arboree da frutto, utile anche per una esatta identificazione delle numerose cùltivar vecchie e nuove. In frutticoltura, per operare scelte varietali con criteri appropriati sono necessarie una buona conoscenza del patrimonio pomologico e un’obiettiva valutazione delle caratteristiche fenologiche e bio-agronomiche delle varie specie. Net nostro paese, e anche a livello internazionale, i testi che si occupano dei "caratteri descrittivi" delle specie arboree da frutto non sono molti: quest'opera, frutto di ben quarant'anni di ricerca -parte dei quali spesi dall'Autore come membro italiano in seno all'Upov- Technical Working Party for Fruit Crops -coinvolge i più recenti contributi di eminenti studiosi di Pomologia, costantemente arricchita da nuove acquisizioni scientifiche. Per la salvaguardia e la tutela della biodiversità è importante identificare e valutare le cultivar di ogni specie e in questo lavoro in due volumi, oltre alle principali, troveremo la descrizione di specie minori o rare, spesso portatrici di tratti molto particolari e interessanti. L’ opera- riccamente illustrata -è divisa in tre parti: nella prima, quella generale. vengono esposte la storia e l'evoluzione della pomologia; nella seconda, vengono trattate 41 specie arboree da frutto presenti nelle zone temperate, comprese alcune di più recente introduzione in Italia; nella terza, il Glossario pomologico illustrato pone chiarezza sulle terminologie dei caratteri delle specie trattate, con un cospicuo corredo di immagini. L’ampio e complesso lavoro propone un’elencazione concreta di caratteri di ciascuna specie arborea da frutto, nella variabilità genetica e fenologica, oltre che agronomica, biologica e mercantile: il risvolto applicativo di queste liste dei caratteri, oltre a garantire la disponibilità reale e rigorosa del materiale scaturito da ricerche e da elaborazioni di Commissroni di Esperti a livello internazionale, coinvolge numerosi aspetti di natura scientifica, economica, culturale e sociale. La ricerca scientifica e tecnologica, il miglioramento genetico, l’insegnamento, l’industria e l’agricoltura sono soltanto alcune delle branche che possono trarre vantaggio dall’impiego metodologicamente comparabile dei descrittori raccolti in quest'opera e dalle conoscenze informative agro-bio-pomologiche sulle specie arboree da frutto trattate.
La pubblicazione deve essere richiesta a ARSIA Toscana, via Pietrapiana 30, 50121 Firenze (http://www.arsia.toscana.it)
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Agricoltura Blu La via italiana dell’agricoltura conservativa Principi, tecnologie e metodi per u na produzione sostenibile A cura di Michele Pisante Edagrciole, 2007 317 pp.
Grande sorpresa il volume curato da Michele Pisante, Straordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee nell’Università di Teramo. Il volume è ricco sia in termini di Autori, che hanno contribuito a realizzarlo. Sono ben 26, tra docenti universitari provenienti da ben 12 diversi Atenei italiani e spagnoli, professionisti, rappresentanti di istituzioni internazionali. E’ ricco di sponsor e di patrocinatori, tra questi ultimi la SOI, a testimonianza di un interesse vivo per un tema di grande attualità. E’, infine, ricco di contenuti scientifici e tecnici, distribuiti in 7 capitoli di vasta e profonda natura. Oggetto del volume è l’Agricoltura Conservativa, come sistema integrato di gestione agronomica che pone al centro del suo modo di intendere e praticare l’agricoltura, la salvaguardia delle risorse primarie: il suolo, l’acqua, in primo luogo. La parola d’ordine, testimoniata dalla varietà della formazione scientifica dei vari Autori, è “interdisciplinarietà”. Ricco di illustrazioni, di dati e di immagini, il volume fornisce al lettore un quadro il più possibile completo dei modelli di gestione agronomica conservativa, applicati a diversi sitemi agrari. Un volume utile a ricercatori e astudenti impegnati nello studio dell’agrociltura e nello sviluppo di conoscenze e competenze che, garantendone il profitto, siano capaci di valorizzarne il ruolo energetico e ambientale o, per dirlo con gli Autori, quello conservativo.
Paolo Inglese
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Nuove Frontiere dell’Arboricoltura Italiana (2007) A cura di Silviero Sansavini OASI Alberto Perdisa, Bologna, 562 pp; 50 €
E’ innanzitutto una testimonianza di affetto quella che Silviero Sansavini, insieme a 65 Colleghi di 15 Atenei italiani e centri di ricerca del CRA e del CNR, ha voluto testimoniare al Suo Maestro, il Prof. Enrico Baldini, che, attraverso i suoi scritti e il suo magistero accademico, è stato “Maestro” diretto e indiretto non solo di una lunga schiera di docenti universitari ma anche di migliaia di studenti che sui suoi volumi hanno incominciato a conoscere, se non ad amare, l’Arboricoltura Generale, gli alberi e l’arte e la scienza della loro coltivazione. Il merito di Sansavini, che è grande, è certamente quello di aver voluto questo volume e di essersi sobbarcato l’enorme fatica di immaginarlo e realizzarlo. Da coautore di un capitolo posso dire che, per tutti noi, l’idea che il volume fosse dedicato al “Maestro” è stato uno stimolo in più per ricercare attenzione, metodo scientifico, rigore di analisi, nel tentativo di dire, nell’unico modo che sapevamo potesse essere apprezzato, “Grazie” a Enrico Baldini, pregandolo, ancora una volta, di scusarci per gli errori e le piccole inadeguatezza che, certamente, non avrà mancato di rilevare. Il volume è ricco, fin dalla prefazione di Franco Scaramuzzi, che dà pieno conto delle ragioni e dei sentimenti che lo hanno ispirato e reso possibile e in cui l’arboricoltura italiana si racconta nell’ampiezza dei suoi orizzonti scientifici e culturali e nelle mille sfaccettature della sua consistenza territoriale, storica, ambientale e paesaggistica. Ben ventinove capitoli distribuiti su sei grandi temi: Economia e Politica, Storia e Leggenda; Ambiente e Paesaggio; Grandi Colture; Risorse Genetiche e Biotecnologie. Propagazione e Varietà coltivate; Risorse Agronomiche e Tecnologiche; Foreste Biomassa e Arboricoltura da Legno. Ognuno trattato nel suo divenire storico, nelle sue innovazioni e nelle sue prospettive, con ricchezza di argomenti, di iconografia, di dati, di riflessioni. Un volume destinato a divenire punto di riferimento per capire come si è evoluta l’arboricoltura italiana nel ‘900 e quali le sfide con cui oggi deve confrontarsi. Un volume da studiare, ma anche, semplicemente, da leggere perché scritto, come esplicitamente dichiarato dal curatore, per “ far conoscere al mondo operativo attento all’evoluzione dell’agricoltura, ai decisori politici e alla società civile, l’apporto scientifico e le innovazioni tecniche che hanno profondamente cambiato le colture arboree da frutto e da legno e in generale l’assetto territoriale e paesaggistico del nostro Paese. Vi si può trovare un’attenta analisi del paesaggio, come dei miti e della storia e ancora le ragioni dello sviluppo della frutticoltura nelle diverse aree del paese, ma anche una rigorosa descrizione degli scenari e delle problematiche dei suoi sistemi agricoli, dal più piccolo a quelli che ne determinano l’economia e il paesaggio. E, ancora, si entra nel frutteto per capirne le regole che ne governano l’efficienza e la qualità della fruttificazione, se non , addirittura, il ruolo ecologico anche alla luce del protocollo di Tokyo. Un frutteto tanto radicato nella storia quanto attento alla sua evoluzione, alle sue prospettive. Un frutteto che, speriamo tutti, il grande maestro possa apprezzare e accogliere con benevolenza, leggendovi l’affetto, la riconoscenza e, forse, quel tanto di scienza e di cultura che da Lui abbiamo imparato e che tanto ha contribuito a rendere grande l’arboricoltura italiana. Un volume imperdibile.
Paolo Inglese
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THE PEACH: BOTANY, PRODUCTION AND USES A cura di Desmond R. Layne (Clemson University, USA) e Daniele Bassi (Università di Milano) Pubblicato da CAB International, UK
Il volume fornisce una completa rassegna della conoscenze attuali sul Pesco e sulla coltivazione nel mondo intero. I 22 capitoli sono stati redatti, in lingua inglese, da eminenti personalità di Stati Uniti, Cina, Europa, Brasile e Australia, come si può facilmente comprendere dal dettaglio sotto esposto. Una menzione speciale va al capitolo sulla storia della coltura e i futuri trends in Cina. Gli argomenti principali includono botanica e tassonomia, storia, breeding e miglioramento genetico, propagazione, fisiologia, vivaismo, difesa, raccolta, commercializzazione e usi. Il volume è di estremo valore per tutti coloro che hanno interessi nel settore della peschicoltura in particolare e della frutticoltura in generale.
Il volume può essere ordinato all’ indirizzo mail
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, citando il codice XAB. Il prezzo di copertina è pari a € 215,00 I Soci SOI che effettueranno l’ordine entro il mese di aprile prossimo godranno di uno sconto del 30%.