Stress idrico in Vitis vinifera: variabilità delle risposte fisiologiche intra-specifiche e loro potenziale sfruttamento nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici

Sergio Tombesi, Stefano Poni [Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili, Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza];
Alberto Palliotti [Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università di Perugia ]

Le differente risposta varietale agli stress idrici può rappresentare un’importante strategia nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici in viticoltura. Il comportamento vegeto produttivo della pianta è infatti legato alla sua capacità di fissare carbonio che però, in condizioni idriche limitanti, viene ridotta dalla chiusura stomatica che consente alla pianta di regolare la deidratazione dei tessuti. La chiusura stomatica in risposta allo stress idrico può essere regolata da meccanismi attivi (sotto controllo ormonale) e/o da meccanismi passivi (perdita della pressione di turgore). Recenti acquisizioni mostrano come la vulnerabilità alla cavitazione del sistema xilematico sia correlata con le dinamiche di chiusura stomatica in condizioni idriche limitanti. Inoltre i meccanismi attivi sembrano essere efficaci nel mantenere la chiusura una volta che questa è stata indotta da meccanismi passivi. In vari studi condotti su Vitis vinifera è stato evidenziato un differente comportamento varietale a differenti livelli di stress. Nel passato, questa variabilità è stata categorizzata in due comportamenti: isoidrico ed anisoidrico. La migliore comprensione dei meccanismi di regolazione stomatica ha portato a concludere però che le due categorie non sono da intendersi come classi discrete, bensì come un continuum e quindi le varietà possono avere un differente grado di anisoidricità. Su queste basi vengono quindi passati in rivista e riesaminati i risultati di svaraite ricerche sul tema e vengono discusse le implicazioni per le future sperimentazioni e le applicazioni per la tecnica viticola. Difatti, lo studio e la fenotipizzazione del patrimonio viticolo rappresentano una importante strumento che consente di sfruttare appieno le prerogative di ciascun vitigno e che permette, fin dall’impianto, di limitare le conseguenze negative degli stress idrici.

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