Bretzel et al. - Wildflowers: dalla conservazione della biodiversità alla progettazione del paesaggio

Francesca Bretzel1* Fernando Malorgio2, Francesca Vannucchi1 e Beatrice Pezzarossa1
1 CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, Pisa
2 Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa

Parole chiave: specie erbacee spontanee, ecosistema, ambienti naturali, ambienti disturbati, fertilità del suolo.

Riassunto

I sistemi vegetali erbacei naturali e semi-naturali sono ambienti estremamente ricchi di biodiversità, diffusi in molti paesi di diversi continenti. Gran parte di queste praterie (grassland) sono state legate all'allevamento animale e mantenute dal pascolo o dalla raccolta del fieno da parte dell'uomo, ma, con l'introduzione degli allevamenti industriali e l'abbandono della pastorizia, sono andate scomparendo. Il rinnovato e crescente interesse suscitato negli ultimi anni da questi ecosistemi complessi è motivato dalla minaccia della progressiva scomparsa degli organismi che li abitano. La dinamica ecologica delle associazioni vegetali erbacee è legata alla fertilità del suolo, intesa come contenuto di azoto, il cui aumento diminuisce la biodiversità, ed a fattori di stress e disturbo, che influenzano la presenza-assenza di specie. Seguendo questo approccio si sono sviluppati importanti studi su fattori quali fertilizzazioni, effetti del pascolamento e del taglio e composizione delle specie. L’utilizzo di prati fioriti, ispirati ai pascoli, in ambienti disturbati quali gli agricoli intensivi, i post-industriali, le infrastrutture e le aree urbane, ha lo scopo di aumentare la biodiversità animale e vegetale e limitare i costi gestionali del verde. Nella presente review si riporta lo stato dell’arte degli studi condotti sulle comunità di wildflowers e delineato lo sviluppo della produzione sementiera delle specie che compongono questi sistemi.

Scarica l'articolo completo

02 Bretzel.pdf