La componente pedologica del terroir

Edoardo A.C. Costantini [CRA – Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura – Centro di ricerca per l’agrobiologia e la pedologia, Firenze]

In questa review vengono disegnati i tratti principali di un campo di ricerca interdisciplinare, lo studio del terroir, che connette diverse branche della pedologia con le scienze agronomiche, biologiche e degli alimenti. E’ introdotto il concetto di terroir, ponendo particolare attenzione alle ricerche che hanno indagato il ruolo svolto dal suolo sul riconoscimento del terroir. La disponibilità idrica ed azotata è il principale fattore dell’effetto suolo sul terroir, ma vi è una lunga serie di altre qualità funzionali del suolo, variabili secondo la coltura di riferimento. Nella review si riportano i risultati di studi sui rapporti tra qualità del suolo e uva da vino, olio d'oliva, mela, melograno, patate, carote, tartufo, caffè e tabacco. I migliori terroir sono radicati in suoli dove per la maggior parte degli anni le colture producono con rese moderate ma di buona qualità, senza una massiccia integrazione di fertilizzanti chimici e rischi insostenibili per la conservazione della qualità del suolo. Una sfida per gli studiosi del suolo è quella di fornire le prove e gli strumenti agli agricoltori al fine di far loro scegliere, mantenere e sostenere con cura i suoli dei loro terroir. Tra i nuovi materiali e metodi che possono essere utilizzati per capire e misurare l'influenza del suolo sull’uva da vino e le altre colture di qualità vengono segnalati: i) l'uso di sensori prossimali e remoti, di modelli di simulazione colturale e di analisi statistica di grandi volumi di dati; ii) la valutazione spaziale e temporale della disponibilità dei nutrienti e della biologia del suolo; iii) l'adozione del rapporto isotopico del carbonio per valutare lo stress subito dalla pianta durante la stagione vegetativa; iv) le nuove metodologie per tracciare l'origine degli alimenti.

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