Fideghelli e Engel - L’attività di raccolta, caratterizzazione, valorizzazione e conservazione della biodiversità vegetale di interesse agricolo in Italia con particolare riguardo alle risorse genetiche frutticole

Carlo Fideghelli* e Petra Engel
CRA Centro di Ricerca per la Frutticoltura, Roma

Parole chiave: legislazione, conservazione, caratterizzazione, valorizzazione, germoplasma autoctono.

Riassunto

Sin dai primi anni ‘90 numerose iniziative internazionali sono state intraprese con lo scopo di salvaguardare e di utilizzare in modo sostenibile la biodiversità agricola. Particolarmente importanti sono l’Agenda 21 e la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) nel 1992, il Piano Globale di Azione (GPA) per la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (PGRFA) nel 1996 e il Trattato Internazionale (TI) FAO sulle PGRFA nel 2001. Al fine di rendere operativi questi accordi tra paesi sono state avviate diverse iniziative a livello internazionale, regionale, nazionale. L’Italia ha ratificato l’adesione alla CBD nel 1994 e al TI nel 2004 e ha stabilito che il Ministero dell’Ambiente è il referente per la biodiversità in generale, mentre il Ministero delle Politiche Agricole lo è per la biodiversità di interesse agricolo ed alimentare. Nell’ambito di questa cornice, l’Italia ha approvato una serie di leggi e di progetti che hanno portato alla costituzione del Comitato delle Risorse Genetiche e alla adozione del Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse agricolo, al finanziamento di un progetto nazionale per l’attuazione degli obiettivi del TI (progetto RGV/FAO) alla promulgazione, da parte di diverse Regioni, di leggi regionali per la raccolta, caratterizzazione, valorizzazione e conservazione ex situ e in situ delle risorse genetiche autoctone a rischio di estinzione.

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