Zinoni et al - Aspetti fisici ed ecofisiologici nella previsione e difesa delle piante da frutto dalle gelate tardive

Franco Zinoni1, Gabriele Antolini2, Ugo Palara3*, Federica Rossi4 e Giampiero Reggidori5
1 Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente, Direzione Tecnica, Area di Monitoraggio Ambientale, Via Po 5, 40139 Bologna
2 Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente, Servizio Idrometeorologico, Area Agrometeorologia e Territorio, Viale Silvani 6, 40122 Bologna
3 Centro Interprovinciale di Sperimentazione Agroambientale Mario Neri, Via Emilia Levante 18, 40026 Imola (BO)
4 Istituto di Biometeorologia del CNR, Via Gobetti101, 40129 Bologna
5 ApoConerpo, Via Tosarelli 155, 40050 Villanova di Castenaso (BO)

Parole chiave: rischio climatico, difesa antibrina, previsione delle gelate, ecofisiologia.

Riassunto

Le gelate tardive rappresentano in frutticoltura una delle principali calamità naturali su scala mondiale per entità e vastità dei danni, la cui incidenza è in costante aumento, anche a causa dell’aumento della variabilità climatica. Gli impatti sull’economia e sulla produttività aziendale possono essere molto rilevanti, ma le informazioni sulle reali possibilità di protezione delle colture sono ancora relativamente limitate. La ricerca nel campo della previsione, della valutazione del rischio e della difesa, unitamente ai nuovi orientamenti della selezione varietale, mira, con diverso grado d’integrazione, a ridurre il livello di rischio. Sulla vulnerabilità delle colture un ruolo molto importante rivestono le caratteristiche genetiche delle diverse specie e varietà, ma anche le fasi fenologiche e le pratiche agronomiche e colturali. Le caratteristiche strutturali e la collocazione spaziale dei frutteti giocano un ruolo molto importante sugli scambi della radiazione e dell’energia tra il suolo e l’atmosfera, che sono i fattori maggiormente responsabili delle gelate radiative, particolarmente pericolose in primavera, quando è massima la vulnerabilità delle piante in fase di fioritura o allegagione. Le conoscenze della micrometeorologia locale, assieme alle previsioni meteorologiche che preannunciano il verificarsi di situazioni di rischio, possono favorire l’adozione di metodi di difesa passivi e ottimizzare quelli di difesa attiva. Di grande importanza è, inoltre, la corretta valutazione del rischio per la programmazione degli impianti e la scelta dei criteri di difesa e, quindi, la stesura di mappe di rischio che correlino le caratteristiche topografiche del suolo con la sensibilità delle diverse specie coltivabili.

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