Lambardi e De Carlo - Tecniche ed applicazioni della criogenia alla conservazione ed al risanamento di germoplasma vegetale

Maurizio Lambardi* e Anna De Carlo

Parole chiave: conservazione ex situ, criobiologia, crioconservazione, risorse genetiche, vitrificazione.

Riassunto

Il termine crioconservazione (conservazione criogenica) si riferisce allo stoccaggio di cellule, tessuti ed organi vegetali alla temperatura ultra-bassa dell’azoto in fase liquida (-196°C). A questa temperatura tutte le reazioni fisiche e biochimiche sono praticamente arrestate, ma le cellule si mantengono vitali e il loro tempo di conservazione diviene praticamente illimitato. Alla tradizionale procedura basata sul raffreddamento controllato, si aggiungono oggi tecniche innovative di vitrificazione ed immersione diretta degli espianti in azoto liquido. Nell’ultimo ventennio, efficienti procedure di crioconservazione sono state sviluppate per numerose specie orticole, ornamentali e da frutto. Una recente applicazione della criogenia, la crioterapia, apre importanti prospettive al risanamento delle piante da virus, fitoplasmi e batteri.

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