Toselli et al - La nutrizione fogliare delle colture arboree da frutto

Moreno Toselli1*, Diego Scudellari2, Victoria Fernandez3 e Javier Abadìa3
1 Dipartimento di Colture Arboree, Università di Bologna, viale Fanin 46, 40127 Bologna
2 CRPV, via Tebano 45, Faenza (Ra)
3 Departamento de Nutricion Vegetal, Estacion Experimental de Aula Dei, Apdo, 202, E-50080, Zaragoza (Spagna)

Parole chiave: aperture stomatiche, clorosi ferrica, cuticola fogliare, fertilizzanti, Macronutrienti.

Riassunto

Lo strato impermeabile (cuticola), composto da cutina e cere, che ricopre la foglia presenta aperture stomatiche, tricomi e soluzioni di continuità che rendono possibile l’assorbimento di composti chimici, secondo due probabili vie di penetrazione, una per le molecole neutre solubili nell’ambiente lipofilo della cuticola e una per i soluti polari che si dissociano in acqua. La pratica della concimazione fogliare, efficace solo in presenza di carenze di nutrienti, ha effetto se il fertilizzante è in forma assimilabile, se gli organi bersaglio trattengono i nutrienti (ritenzione), che devono essere assorbiti ed eventualmente mobilizzati verso la zona di carenza. Si presta per apportare micronutrienti quali Fe, Mn, Zn, B, ecc. o nei casi di condizioni climatiche, agronomiche o fisiologiche dell’albero che limitano la capacità di assorbimento radicale (es. N, Ca, K, Mg). La penetrazione dei nutrienti è favorita da elevata umidità relativa, radiazione luminosa, temperature miti, alcuni surfatanti. L’assorbimento del sale irrorato avviene passivamente per l’elevato gradiente di concentrazione tra apoplasto e simplasto della foglia. Fa eccezione il Fe3+, che viene assorbito attivamente previa riduzione a Fe2+.

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