I biostimolanti nei sistemi colturali ortof loricol i a basso impatto ambientale

Stefania Toscano, Daniela Romano [Department of Agriculture, Food and Environment (Di3A), Università di Catania];
Daniele Massa [CREA Research Centre for Vegetable and Ornamental Crops, Council for Agricultural Research and Economics, Pescia (PT)];
Roberta Bulgari, Giulia Franzoni, Antonio Ferrante [Department of Agricultural and Environmental Science, Università di Milano]

I biostimolanti rappresentano dei mezzi tecnici di supporto alla produzione dei sistemi colturali, con la capacità di aumentare la potenzialità produttiva delle colture e la tolleranza agli stress abiotici. L’agricoltura moderna è sempre più attenta alla riduzione dell’impatto ambientale per cui tutti i sistemi agricoli stanno evolvendo verso metodi di coltivazione maggiormente eco-sostenibili, sia tradizionali sia biologici. L’obiettivo delle nuove pratiche agronomiche è quello di ridurre gli input senza diminuire le produzioni e la loro qualità. I biostimolanti sono composti da una o più sostanze bioattive, in gran parte ancora sconosciute, che esplicano un’azione generalmente positiva nei confronti delle colture, aumentando l’efficienza d’uso degli elementi nutritivi e la tolleranza agli stress abiotici. Nelle colture orticole, l’uso di biostimolanti permette di ridurre l’apporto di fertilizzanti senza ompromettere la resa e la qualità del prodotto. Negli ortaggi da foglia sensibili all’accumulo di nitrati, come la rucola, i biostimolanti hanno la capacità di incrementare la qualità e mantenere il livello di nitrati sotto i limiti di legge. Nelle colture floricole, i biostimolanti sono normalmente utilizzati per aumentare la crescita e stimolare la fioritura.

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