Menahem Edelstein e Meni Ben-Hur. L’uso dell’innesto per mitigare gli stress chimici delle piante in ambienti aridi e semiaridi

Menahem Edelstein1* e Meni Ben-Hur2
1 Department of Vegetable Research, Agricultural Research Organization, Newe Ya’ar Research Center, Ramat Yishay (Israele)
2 Institute of Soil, Water and Environmental Sciences, ARO, the Volcani Center, Bet Dagan (Israele)

Parole chiave: innesto in orticoltura, salinità, boro, metalli pesanti.

Riassunto

Le regioni aride e semiaride del pianeta sono afflitte da temperature estreme e da scarsa disponibilità di acqua di buona qualità. Per consentire una produzione agricola e combattere la desertificazione in queste regioni, è in constante crescita l’impiego di acque saline o reflue urbane trattate. Queste acque presentano una elevata concentrazione salina, di boro ed elementi tossici che possono diminuire sia la crescita che la produzione di frutti e causare un’accumulo di elementi tossici nelle parti eduli della pianta. L’innesto in orticoltura è una pratica comune in molti Paesi dove viene principalmente usata per prevenire patologie telluriche. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che l’innesto aumenta anche la tolleranza delle piante alla salinità, a concentrazioni eccessive di boro ed altri elementi. In questo articolo sono riportati i risultati recenti che dimostrano come la pratica dell’innesto potrebbe essere uno strumento efficace contro gli stress abiotici in ambienti aridi e semiaridi contribuendo inoltre ad evitare l’accumulo di contaminanti nei prodotti orticoli.

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