Musacchi et al. - Nuove tendenze nella coltivazione del ciliegio dolce (Prunus avium)

Stefano Musacchi*, Federico Gagliardi e Sara Serra
Dipartimento Colture Arboree, Università di Bologna

Parole chiave: cultivar, miglioramento genetico, forme d’allevamento, portinnesti.

Riassunto

Negli ultimi anni la coltura del ciliegio dolce (Prunus avium) ha avuto molte innovazioni, riguardanti sia la tecnica di coltivazione che il miglioramento genetico. Occorre segnalare come molti programmi di miglioramento abbiano ottenuto nuove cultivar più performanti dal punto di vista produttivo e qualitativo. Tra queste possiamo segnalare quelle ottenute dai programmi di miglioramento genetico canadesi e statunitensi. Per i portinnesti, invece, la diffusione dei genotipi seminanizzanti o nanizzanti, in grado di ridurre la dimensione dell’albero, sta profondamente modificando il disegno del frutteto. Infatti, l’impiego di portinnesti come quelli della serie tedesca GiSelA® ha permesso di aumentare la densità di piantagione e quindi di realizzare impianti con oltre 5.000 alberi ad ettaro. I portinnesti nanizzanti consentono di svolgere da terra molte operazioni colturali, riducendo l’utilizzo di piattaforme per la raccolta e la potatura. La realizzazione degli impianti di ciliegio ad alta densità necessita della messa a punto di idonee forme d’allevamento. Tra le più importanti in sperimentazione ricordiamo: fusetto, sistema a V, solaxe e asse colonnare (SSA). Il sistema a V si differenzia per avere due pareti produttive; le piante sono inclinate alternativamente verso l’uno o l’altro lato del filare. Le piante allevate con il sistema a fusetto hanno una forma a cono e sono costituite da un asse centrale sul quale si inseriscono 3-4 branche basali permanenti. Le formazioni fruttifere sono portate sulle branche basali e direttamente sull’asse centrale. L’asse centrale è una estremizzazione del fusetto con branchette corte che vengono periodicamente accorciate allo scopo di ottenere nuovi germogli.

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