Il 3 Settembre scorso si è tenuta in Campania, a Eboli (SA), la giornata tecnica "Actinidia e Cambiamenti Climatici: Sfide e Prospettive di Sviluppo", organizzata dal Gruppo di Lavoro Actinidia della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI) in collaborazione con l’Università di Salerno. L’evento è stato coordinato dal prof. Cristos Xiloyannis (coordinatore GdL SOI Actinidia), il prof. Bartolomeo Dichio, il prof. Giuseppe Celano, il prof. Guglielmo Costa e il dott. Ugo Palara. L’intera giornata ha visto un’ampia partecipazione, con oltre 100 iscritti, tra tecnici, imprenditori agricoli ed esperti del settore.Durante la mattinata si sono svolte le visite in campo. Ad ospitare i partecipanti sono state tre aziende rappresentative dell’areale produttivo di kiwi della Piana del Sele. La sessione pomeridiana, moderata da Ugo Palara, tenutasi presso l’Istituto Tecnico Agrario “Giustino Fortunato” (Eboli) e in diretta streaming, ha visto coinvolti nelle relazioni ricercatori e tecnici del settore, tra cui Valter Fiumana e Francesco Gambi (Cambiamenti climatici, portinnesti e cultivar), Guglielmo Costa e Fabio Marocchi (forme di allevamento, diradamento e potatura), Mirco Stefanati (Impollinazione), Bartolomeo Dichio e Francesco Guarino (Irrigazione di precisione), Cristos Xiloyannis e Marco Mastroleo (Gestione del suolo e della nutrizione), che hanno presentato i principali avanzamenti della ricerca e delle tecniche di gestione relativi al kiwi. La formula organizzativa dell’evento ha favorito il confronto e dibattito tra tecnici, imprenditori e ricercatori, nell’ individuare gli aspetti critici e le soluzioni per favorire lo sviluppo della filiera dell'actinidia in Italia, alla luce delle principali sfide poste anche da cambiamenti climatici in atto. I temi principali emersi durante la giornata sono legati alle sfide poste dai cambiamenti climatici (innalzamento delle temperature, ondate di calore, notti tropicali, inverni miti, gelate, prolungata siccità, precipitazioni intense) e le diverse misure di adattamento da mettere in atto per assicurare una produzione di qualità dell’actinidicoltura italiana.Il mancato soddisfacimento del fabbisogno in freddo, tipico delle varietà a polpa verde, può essere affrontato attraverso la diffusione di varietà a polpa gialla e la selezione, in fase di breeding, di varietà con ridotto fabbisogno in freddo. La discussione ha inoltre affrontato il tema della diversa regolamentazione relativa all’uso degli interruttori di dormienza nei paesi produttori di actinidia.È emersa la necessità di richiedere deroghe in Italia per l’utilizzo di prodotti ammessi in altri paesi, utili per ottenere un germogliamento uniforme e una produzione elevata, in particolare in presenza di inverni sempre più miti. Sono state presentate le innovazioni tecniche sulla gestione della chioma (forme di allevamento, potatura e diradamento) e le tecniche di impollinazione artificiale come strategia da adottare per ottenere un’elevata produzione e calibro dei frutti.È stato messo in evidenza che è possibile ottenere effetti sinergici dell’applicazione di biostimolanti e bioregolatori sulla qualità della produzione solo se la pianta è in equilibrio. La discussione ha affrontato anche i fabbisogni idrici dell’actinidia, mettendo in evidenza le criticità della coltura (soprattutto per le varietà a polpa gialla) dal punto di vista della gestione idrica.Pur avendo fabbisogni idrici elevati, allo stesso tempo, il kiwi è sensibile all’eccesso idrico, fattore acceleratore del processo della moria, i cui fattori scatenanti risultano essere abiotici, determinando condizioni favorevoli allo sviluppo di eventuali patogeni che si instaurano in suoli asfittici.Per il contrasto alla moria, oltre alla corretta gestione idrica, un tema nuovo presentato in questa occasione è la gestione dell’ossigeno nel suolo attraverso l’alternanza di volumi irrigui applicati in diverse porzioni di suolo interessato dall’irrigazione, assicurando la sanità dell’apparato radicale e migliori condizioni della pianta e dell’intero sistema produttivo. Su questi temi, la ricerca sul nuovo materiale genetico ricopre un ruolo importante, ponendosi l’obiettivo di selezionare portinnesti tolleranti a stress abiotici quali l’eccesso idrico, ma senza essere risolutivi per il fenomeno “moria” se non affiancati da una gestione irrigua di precisione.L’ultimo tema emerso durante questa giornata ha evidenziato il ruolo chiave del suolo sulla funzionalità radicale e la salute della intera pianta.La platea si è confrontata insieme ai ricercatori e tecnici sull’importanza di un approccio olistico e multidisciplinare della gestione del suolo e della nutrizione per assicurare la salute e la produttività dell’intero agroecosistema. Durante le conclusioni si è evidenziata l’importanza di mettere insieme le risorse tra i diversi attori della filiera dell’actinidia italiana su interessi comuni, con particolare attenzione alla sperimentazione e ricerca per la valutazione di nuovi portinnesti e la definizione di soluzioni per contrastare il fenomeno moria. Il sostegno delle aziende e delle OP Armonia, Apofruit Italia, Alzchem Group, CO.VI.MER, Agrintech e Karposia ha contribuito alla riuscita della giornata tecnica. Si coglie l'occasione per ringraziarli tutti del prezioso supporto all'iniziativa.Di seguito le presentazioni dei relatori, che si aprono cliccando su ciascun Autore, che ha trattato una parte del tema indicato nel titolo.Vocazionalità del territorio alla coltivazione di actinidia in Campania - Giuseppe Celano e Antonio MazzellaL’adattabilità agro-ambientale alla base della scelta di nuove varietà e portainnesti - Valter Fiumana e Francesco Gambi Forme di allevamento, potatura, diradamento - Guglielmo Costa e e Fabio MarocchiTecnica dell’ impollinazione e produttività - Mirco Stefanati Fabbisogni idrici e strategie di irrigazione di precisione - Bartolomeo Dichio e Francesco GuarinoGestione del suolo e nutrizione - Cristos Xiloyannis e Marco Mastroleo