Vitagliano et al. - L’insetto esotico Drosophila suzukii: ecologia e linee di difesa

Silvia Vitagliano1, Alberto Grassi2, Gianfranco Anfora2 e Sergio Angeli1
1 Facoltà di Scienze e Tecnologie, Libera Università di Bolzano-Bozen
2 Fondazione Edmund Mach, San Michele all'Adige (TN)

Parole chiave: Drosophilidae, Diptera, Drosophila suzukii, insetto invasivo, biocontrollo, piccoli frutti, interazioni pianta-insetto, insetticidi, dinamica di popolazione.

Riassunto

Questo lavoro riassume la tassonomia, la distribuzione, la biologia, il comportamento, l’ecologia e le linee di difesa adottate fino ad ora contro Drosophila suzukii, con particolare riferimento alla situazione italiana. Quest’insetto è nativo dell’Estremo Oriente ed è stato ritrovato per la prima volta fuori dal suo habitat nelle Isole Hawaii nel 1980, successivamente in California e in Spagna nel 2008. Negli ultimi 5 anni questa specie è stata ritrovata in molti Stati del Nord America e in diversi Paesi Europei. In Italia D. suzukii è stata identificata per la prima volta in Trentino-Alto Adige nel 2009, successivamente è stata segnalata in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Marche, Campania e recentemente in Sicilia. La specie ha causato ingenti danni in tutte le Regioni in cui si è insediata ed ha dimostrato una rapidissima espansione. Nella sola provincia di Trento, nel 2010, il danno alle coltivazioni di piccoli frutti è stato stimato in 3.000.000 €. D. suzukii è un insetto polifago, ma i maggiori danni sono stati riscontrati soprattutto su frutti di mirtillo, fragola, lampone e ciliegia. Alcuni attacchi sono stati riscontrati anche su alcune varietà di uva. Negli ecosistemi naturali si riproduce su rovo, sambuco, frangula, ecc. Una peculiare caratteristica di D. suzukii, se comparata ad altri Drosofilidi, è che le femmine riescono a deporre le loro uova all’interno del frutto maturo, partendo dall’invaiatura e preferendo quelli con un epicarpo sottile. Ciò è dovuto al fatto che esse possiedono un ovopositore molto sviluppato in grado di penetrare all’interno dei frutti. Non è ben noto come i maschi e le femmine si riconoscano per l’accoppiamento. Attualmente D. suzukii è insediata stabilmente in numerosi Paesi Europei e del Nord America. Le strategie di controllo adottate finora sono riconducibili a misure preventive, all’utilizzo di insetticidi specifici e alla cattura massale degli adulti. Sono in corso di indagine diversi agenti di biocontrollo, quali i parassitoidi delle larve e delle pupe e i predatori naturali. I risultati di questi studi potrebbero permettere l’applicazione di strategie di lotta biologica classica, attraverso l’introduzione e la stabilizzazione di nemici naturali di D. suzukii provenienti dai territori di origine della specie. Fino ad oggi non sono state sviluppate strategie di controllo ecologico che facciano, ad esempio, riferimento all’utilizzo di piante trappola e piante repulsive. Sono ancora in una fase iniziale, inoltre, indagini relative alla manipolazione di microrganismi simbionti al fine di interferire con le popolazioni di D. suzukii, come pure ricerche focalizzate sulle relazioni insetto-frutti ospiti, per l’identificazione dei composti volatili più attrattivi, che possano consentire la formulazione di esche più selettive e di maggior attrazione nei confronti di D. suzukii.

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