Benefici, limiti e risvolti pratici nell’utilizzo di prodotti fitosanitari a base microbica per il controllo di patogeni radicali e fogliari

Ilaria Pertot, Gerardo Puopolo, Oscar Giovannin, Dario Angeli , Carmela Sicher, Michele Perazzolli [Dipartimento Agroecosistemi Sostenibili e Biorisorse, Centro Ricerca ed Innovazione, Fondazione Edmund Mach (FEM), San Michele all’Adige (TN)]

Nonostante i prodotti fitosanitari di sintesichimica abbiano un ruolo determinate nella protezionedelle colture, negli ultimi decenni il loro usoeccessivo o scorretto ha portato a preoccupazionicrescenti nell’opinione pubblica. La normativa europeaè molto restrittiva per quanto concerne la registrazionedei prodotti fitosanitari e negli ultimi annisono state messe in campo numerose azioni volte adfavorire un uso sostenibile degli stessi, tra cui la sostituzionecon mezzi non chimici. I prodotti fitosanitaribasati su microrganismi costituiscono una validaalternativa e, nonostante richiedano maggiori attenzioninella loro applicazione, presentano spesso efficaciacomparabile. I microrganismi attualmenteapprovati come biofungicidi appartengono principalmentea due generi: Trichoderma e Bacillus. Il successodi questi ceppi è principalmente legato al loroampio spettro d’azione, alla facilità ed economicità diproduzione e al mantenimento di una buona vitalitànel tempo. I meccanismi di azione degli agenti di biocontrolloa base microbica possono essere classificatiin quattro gruppi: antibiosi diretta, competizione perspazio e sostanze nutritive, induzione della resistenzae iperparassismo, anche se in genere più di un meccanismocoesiste nello stesso microrganismo. Lacomprensione del meccanismo di azione è fondamentaleper applicare correttamente i biofungicidi edottenere i risultati migliori in termini di efficacia.L’antibiosi diretta è il meccanismo che più si avvicinaa quello dei prodotti fitosanitari di sintesi chimica.Infatti i metaboliti/enzimi prodotti dal microrganismoesercitano un’azione tossica/inibitoria diretta contro ilpatogeno. Per colonizzare specifiche nicchie ecologiche,oltre a produrre tossine e enzimi, i microrganismispesso competono con altri per lo spazio e le sostanzenutritive. Su questo principio si basa l’azione dialcuni biofungicidi microbici, usati soprattutto contro lemalattie di post-raccolta. Numerose molecole omicrorganismi, essendo percepiti dalla pianta comesegnali di pericolo, attivano una complessa rete dirisposte alla difesa classificabili come resistenzasistemica acquisita o resistenza sistemica indotta.Questo meccanismo, molto efficace in condizioni sperimental i , è però piut tosto l imi tato in campo.L’iperparassismo (micoparassismo), invece, è il meccanismomediante il quale l’agente microbico cresce aspese del patogeno, limitandone la crescita ed idanni. Ci sono diversi vantaggi nel sostituire un fungicidadi sintesi chimica con un biofungicida. Il principalevantaggio è l’assenza di residui tossici nel prodottofinale che è particolarmente utile nel caso di coltureper le quali la raccolta è prolungata nel tempo e quandole piante devono essere trattate in prossimità dellaraccolta. L’assenza di tossicità non è solo un vantaggioper i consumatori, ma è estremamente vantaggiosaanche per gli operatori. Inoltre, i biofungicidi microbicinon sono tossici per gli insetti utili e gli impollinatori,tanto che in alcuni casi le api sono state utilizzateper distribuirli sui fiori. A causa del loro complessomeccanismo di azione è improbabile che sviluppinoresistenza nelle popolazioni patogene e quindi, sonoanche strumenti validi nelle strategie anti-resistenza.In alcuni casi rappresentano l’unico prodotto efficacecontro alcune malattie, come nel caso delle malattiedel legno della vite (mal dell’esca ed eutipiosi). Oltre apoche molecole naturali autorizzate, i biofungicidimicrobici sono gli unici strumenti utilizzabili nella produzionebiologica. D’altra parte, ci sono però anchediversi fattori limitanti che ne rallentano la diffusione.In particolare essendo organismi viventi, le condizioniambientali, al momento dell’applicazione o successivamente,sono fondamentali per la loro sopravvivenzae la conseguente l’attività. In particolare, le condizioniambientali estreme e la competizione con la microflora naturale concorrono ad una rapida riduzione dellepopolazioni dopo l’applicazione. Hanno inoltre un’azionepiù lenta rispetto ai fungicidi di sintesi chimica,aspetto particolarmente evidente nel caso degli iperparassiti.La maggior parte dei biofungicidi fungini nonpuò essere combinata con i fungicidi chimici ed ilrame è generalmente tossico per tutti i microorganismi.Di conseguenza è necessario prestare attenzionealla pulizia del serbatoio dell’atomizzatore dopo l’utilizzodi fungicidi chimici ed mettere in atto altre azionivolte a preservane la vitalità, incluso il rispetto delladata di scadenza. La vite è la coltura che ha ricevutola maggior attenzione in termini di identificazione edautorizzazione di biofungicidi microbici. Numerosesono state anche le ricerche condotte nei confronti dialtri agenti patogeni in frutticoltura, in particolare perl’utilizzo in post-raccolta, purtroppo però con scarsericadute sul mercato. Ad esempio, nonostante i significativisforzi per ridurre l’inoculo invernale o la sporulazionedi Venturia inaequalis, non sono disponibiliancora prodotti commerciali contro questo patogeno.Similmente non esistono biofungicidi commercialicontro Stemphylium vesicarium o Monilinia laxa. Leragioni vanno dalla competizione sul mercato con ifungicidi chimici che spesso sono più economici, e laconseguente bassa attrattività per gli investitori dell’agrofarmaco,al comportamento distruttivo di numerosemalattie dei fruttiferi se non controllate totalmente.L’incremento delle malattie dell’apparato radicalesono in costante aumento a seguito al divieto dell’impiegodi noti fumiganti. Sebbene il trattamento delsuolo prima del reimpianto con biofungicidi microbicipossa ridurre significativamente l’inoculo di vari agentipatogeni, il raggiungimento della concentrazione efficacedell’antagonista a costi ragionevoli e la suasopravvivenza nel terreno per un periodo sufficiente,sono ancora due punti irrisolti. In conclusione, sonogià disponibili vari biofungicidi microbici e la loro efficaciapuò essere nettamente migliorata con un usocorretto, formulazioni migliori o diminuendo i costi diproduzione, consentendo un aumento della concentrazione.Per sviluppare una seconda generazione diprodotti fitosanitari di microbica, con caratteristicheintrinsecamente migliori, sarà però necessario esplorarenuovi substrati o nuove tecniche d’isolamento

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