La coltura in vitro per la conservazione della biodiversità orticola

Claudia Ruta [Dipartimento di Scienze Agroambientali e Territoriali, Università di Bari “Aldo Moro”]
Maurizio Lambardi [IVALSA/Istituto sulla Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR]

La coltura in vitro rappresenta oggi uno strumento strategico per supportare forme di conservazione a medio e lungo termine delle risorse genetiche vegetali, quali sono la conservazione di germogli in crescita rallentata e la conservazione in azoto liquido di organi e tessuti. Nell’ultimo trentennio sono stati fatti progressi notevoli nello sviluppo di entrambe le tecniche che si pongono oggi come strategie di conservazione ex situ complementari alle tradizionali banche del seme e collezioni clonali in campo. Efficienti protocolli sono stati sviluppati per la conservazione di un ampio pool di specie vegetali, tra le quali importanti specie orticole dell’ambiente temperato (aglio, asparago, carciofo, menta, patata, patata dolce, pomodoro, radicchio, timo). Quasi 38.000 accessioni di orticole sono attualmente mantenute in banche in vitro e criobanche nel mondo.

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