Gestione della coltura del Pistacchio: limiti attuali e prospettive future

Giulia Marino [Department of Plant Science, University of California, Davis, CA, USA]
Francesco Paolo Marra [Department of Agricultural, Food and Forest Sciences (SAAF), University of Palermo, Italy]

La produzione mondiale di pistacchio è aumentata fortemente negli ultimi anni grazie alla capacità di questa specie di crescere in condizioni limitanti e per l’elevato prezzo che il prodotto riesce a spuntare sul mercato. In Italia, le superfici interessate alla coltivazioni del pistacchio, rispetto ai grandi paesi produttori come la California e l'Iran, risultano essere molto esigue e la redditività economica limitata principalmente da: una bassa produttività per unità di superficie, una spiccata alternanza di produzione e un lungo periodo improduttivo. Questo sistema agricolo "tradizionale" sopravvive, in un mercato globale altamente competitivo, grazie alle peculiari caratteristiche organolettiche dei pistacchi siciliani che si distinguono per l’intenso colore verde dei cotiledoni molto apprezzato dalle industrie di trasformazione e dai consumatori. Per migliorare la redditività di questi sistemi produttivi si rende necessario attuare un programma di innovazione del comparto, con particolare riguardo alle pratiche di gestione colturale attualmente in uso. Ad esempio, la riconversione degli impianti da asciutto ad irriguo e l’adozione di tecniche di fertilizzazione razionali consentirebbe, da un lato, di aumentare le rese unitarie, dall’altro, di mitigare il fenomeno dell’alternanza di produzione. Considerando, inoltre, la scarsa disponibilità di risorse idriche nelle aree in cui viene coltivato il pistacchio, al fine di massimizzare l’efficienza dell'uso dell'acqua, l'irrigazione dovrebbe essere gestita con precisione possibilmente implementando protocolli di gestione basati sul monitoraggio diretto o indiretto dello stato idrico delle piante. Portinnesti ibridi di P. Atlantica x P. integerrima dovrebbero essere utilizzati nei nuovi impianti con l’obiettivo di incrementare le rese, la resistenza al Veriticullum e ridurre il periodo improduttivo. Infine, dovrebbero essere implementate le più moderne tecniche di lavorazione post-raccolta per ridurre i rischi di contaminazioni da aflatossine mantenendo, allo stesso tempo, le proprietà organolettiche e nutrizionali del prodotto. In questo articolo si è cercato di mettere in evidenza i passi necessari per l’avvio di un processo di innovazione della gestione colturale e gli effetti sulla sostenibilità economica delle aziende pistacchicole siciliane.

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