La tecnologia dell’incapsulamento e le sue applicazioni

Maurizio Micheli [Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università degli Studi di Perugia]
Maurizio Lambardi [IBE-Istituto per la BioEconomia, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Sesto Fiorentino (FI)]


La tecnologia dell’incapsulamento può essere considerata oggi un promettente strumento per la gestione di materiale vegetale di qualità, per la produzione in vivaio di piante vitro-derivate e per la conservazione delle risorse genetiche. Poiché i prodotti dell’incapsulamento (capsule e semi sintetici) derivano quasi esclusivamente dall’impiego di propaguli ottenuti da coltura di tessuti in condizioni di asepsi ed esenti da patogeni, possono facilmente essere utilizzati per lo scambio di germoplasma tra laboratori pubblici e privati di tutto il mondo, semplificando, ad esempio, le procedure legate alla quarantena sanitaria. La storia della tecnologia dell’incapsulamento si fonda prevalentemente sull’impiego degli embrioni somatici, che tuttavia non rappresentano ancora una soluzione affidabile, soprattutto nella micropropagazione commerciale. La possibilità di utilizzare espianti diversi, quali microbulbi, microtuberi, porzioni di rizoma o addirittura propaguli unipolari, apre nuove prospettive nella produzione e nella gestione del materiale vegetale vitro-derivato. Le principali applicazioni di capsule e semi sintetici sono qui descritte e discusse.

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