Ruolo del compost nella concimazione delle colture orticole

Luigi Morra [Council for Agricultural Research and Economics (CREA) - Research Centre for Cereal and Industrial Crops, Laboratory of Caserta]

Partendo da un’analisi del concetto di degrado del suolo, l’Autore descrive il ruolo che la sostanza organica gioca nel mantenimento della fertilità dei suoli e nella conservazione di un equilibrio ambientale planetario. La diffusa criticità dovuta all’impoverimento in carbonio organico che interessa vaste superfici agricole in Europa, rende ragione del significato ambientale ed agronomico del compostaggio degli scarti organici principalmente quelli prodotti nelle città, dalle agroindustrie, negli allevamenti zootecnici. E’ descritta la rete degli impianti di compostaggio in Italia, le quantità di biomasse di scarto trattate, il compost prodotto. L’Autore definisce i diversi tipi di compost riconosciuti dalla legge italiana e le caratteristiche che devono avere per essere chiamati ‘di qualità’. L’introduzione del compost in orticoltura rappresenta un’importante innovazione che consentirebbe di sviluppare, insieme all’adozione di altre pratiche agroecologiche, un cambiamento nei sistemi colturali orticoli sulla base di criteri ecologici di gestione di un agroecosistema. Quanto compost impiegare nell’ammendamento dei sistemi orticoli dipende principalmente dalla necessità di ottenere un bilancio del C organico pari a zero o positivo (a seconda che i suoli ammendati presentino un contenuto di C organico superiore o inferiore, rispettivamente, al 2%) e dalla necessità di gestire il bilancio dell’azoto in maniera da evitare eccessi di apporti a rischio di essere persi per lisciviazione o volatilizzazione. Prove sperimentali con dosi crescenti di compost in sistemi orticoli sotto serra e in pien’aria, hanno dimostrato che dosi di compost tra 10 e 20 t/ha come sostanza secca consentono di centrare l’obiettivo con un coefficiente di conversione del C apportato in C nel suolo tra 20 e 25% , più alto di quanto ottenibile con dosi maggiori di compost. La mineralizzazione dell’N apportato con il compost è bassa (max 10%) nei primi anni di ammendamento per raggiungere anche il 20 % dal 3° anno in poi. Il rilascio di N minerale in un suolo ammendato annualmente può soddisfare i fabbisogni colturali delle orticole primaverili-estive con rese uguali o superiori a quelle ottenute con fertilizzanti minerali; invece, in colture autunno-vernine può essere necessaria una integrazione con dosi ridotte di fertilizzanti azotati. Il rilascio di N minerale nel suolo supera di rado la soglia di disponibilità ottimale per le piante in pieno campo, mentre sotto serra sono possibili rilasci incontrollati. Impiegando compost di qualità il rischio di innalzare il contenuto totale e quello biodisponibile di metalli pesanti nel suolo appare minimo

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