Continuiamo ad imparare dal “passato”

Un’iniziativa della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI) in collaborazione con la Società Toscana di Orticultura (STO)

Logo della Società Toscana di Orticoltura


L’Italia vanta una lunga tradizione nella ricerca applicata all’ortoflorofrutticoltura e molti dei filoni di ricerca, oggi tornati in auge, sono stati affrontati con successo ed in modo originale svariati decenni fa. Si è voluto pertanto aprire questa rubrica al fine di riproporre ai soci della SOI e della  STO una serie di articoli tecnico-scientifici pubblicati sulla Rivista della Regia Società Toscana di Orticultura, sul Bullettino della Società Toscana di Orticultura e sulla Rivista dell’ Ortoflorofrutticoltura Italiana. Questi articoli sono oramai poco accessibili al pubblico, ma coprono tematiche attuali. Gli articoli sono accompagnati da commenti da parte di qualificati colleghi, che ne sottolineano l’attualità.

Il primo contributo è a cura del Prof. Alessandro de Philippis (1908-2002), titolare della cattedra di Selvicoltura presso l'Università di Firenze (1942-1979), nonché presidente dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali (1980-1992) dal titolo "La potatura delle piante dei parchi e delle alberate".
Il commento che segue l'articolo è a cura del prof. Francesco Ferrini dell’Università di Firenze.

Il secondo contributo è a cura del Prof. Franco Scaramuzzi, titolare della cattedra di Coltivazioni Arboree presso le Università di Pisa (1959) e di Firenze (1969), nonché Rettore dell'Ateneo Fiorentino  (1979-1991), presidente dell'Accademia dei Georgofili (1986-2014) e presidente onorario della stessa (2015-oggi).
Il commento che segue l'articolo è a cura del Dr. Maurizio Lambardi del CNR-IVALSA di Firenze e Segretario Generale SOI.

Il terzo contributo non può che essere lo Statuto originale della SOI, con un commento introduttivo del prof. Alberto Palliotti.

Il quarto contributo è a cura del Prof. Agostino Tombesi, professore ordinario all'Università di Perugia dal 1971 al 2010, dove ha svolto attività di ricerca sulla biologia della riproduzione, sulla meccanizzazione della raccolta dei frutti, sul controllo dell’attività vegetativa e riproduttiva di olivo e nocciolo, sui processi produttivi dell’olivo e sulla qualità dell’olio, sulla competitività del sistema olivo in Italia e sull'ottimizzazione della produzione in actinidia. Dal 1992 al 2010 è stato, prima, Direttore dell’Istituto di Coltivazioni Arboree e, poi, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Perugia. É stato coordinatore del Dottorato di ricerca in Arboricoltura e Protezione delle Piante dell’Università di Perugia e del Master Internazionale di Olivicoltura e Elaiotecnica in Perugia.
Il commento che segue l'articolo è a cura della dott.ssa Daniela Farinelli dell'Università di Perugia.