Actinidia

Cordinatore: Prof. Cristos Xiloyannis, e-mail: cristos.xiloyannis@unibas.it

Nell’ambito del settore dell’ortofrutta quello l’actinidia rappresenta un comparto con un notevole potenziale di sviluppo se consideriamo il crescente apprezzamento dei consumatori ed il fatto che l’actinidia rappresenta appena lo 0.3% circa della produzione di frutta fresca su scala globale. Il trend positivo delle superfici destinate ad actinidia e delle produzioni su scala globale supporta l’idea che l’actinidia suscita un notevole e continuo interesse commerciale. L’Italia risulta essere dipendente dalle esportazioni considerando che la produzione eccede i consumi interni.

Ad esempio, nel 2013 è stato esportato circa il 76% della produzione l’actinidia italiano si presenta quindi su uno scenario internazionale in competizione con quello di altri Paesi esportatori come Cile, Nuova Zelanda e Grecia. In questo contesto il grado di penetrazione e successo di mercato dipenderà in modo crescente anche del livello qualitativo delle produzioni. Oggi l’actinidia comprende una serie di specie che si differenziano, fra l’altro, per colore della polpa e dimensioni dei frutti, risultano di interesse anche le varietà a polpa rossa e quelle della specie A. arguta. Molto sentita è anche la necessità di differenziare il calendario di maturazione. Per questi obiettivi l’ampio germoplasma della specie actinidia offre un grande potenziale ed interesse per la comunità scientifica. Per dimensioni e colore della polpa.

La vocazionalità dell’Italia verso la coltivazione dell’actinidia è ampiamente dimostrata dalla sua collocazione fra i principali produttori mondiali. Tale condizione, unitamente alla buona remunerabilità dimostrata in questi ultimi anni dall’actinidia costituisce una base di ulteriore sviluppo e potenziamento del comparto a livello nazionale. Non va sottovalutato, quindi, il ruolo economico e sociale (occupazione) attuale e futuro dell’actinidia in Italia.

Il miglioramento della tecnica colturale in un’ottica di sostenibilità e miglioramento della qualità del prodotto può contribuire al miglioramento degli standard produttivi e di qualità. Ad esempio, di recente il contenuto di sostanza secca assume un crescente peso per la valutazione della qualità in quanto a livelli bassi di SS spesso corrispondono livelli qualitativi inferiori (es. scarso gradimento dei consumatori e maggior incidenza di fisiopatie nel post-raccolta. Riteniamo necessario reindirizzare la tecnica colturale verso questi nuovi obiettivi attraverso l’interazione fra agricoltori-tecnici e ricercatori.

La disponibilità ed il consumo di actinidia coprono l’intero anno solare grazie alle produzioni localizzate in

entrambi gli emisferi. Questo richiede lunghi periodi di conservazione dei frutti (fino a circa 6 mesi) e quindi degli standard elevati di conservabilità. La comunità tecnico-scientifica può interagire anche su questo segmento della filiera assicurando un sostegno.

Riteniamo che la comunità tecnico-scientifica della SOI in accordo con la propria mission debba sostenere il settore dell’actinidia promuovendo l’interazione fra “il mondo della ricerca, gli imprenditori ed i professionisti del settore” contribuendo al consolidamento e sviluppo della filiera dell’actinidia.

 Obiettivi

Individuare, analizzare e proporre l’innovazione della filiera dell’actinidia a partire da aspetti varietali, di tecnica colturale, conservazione e commercializzazione. Fra gli obiettivi quello di migliorare la circolazione delle idee e dell’innovazione anche per un miglioramento della redditività del comparto.

 Strumenti e azioni

L’interazione ed il dialogo fra i vari attori della SOI (ricercatori, tecnici, consulenti, associazioni di produttori ed agricoltori) sarà lo strumento di base con cui avviare azioni a vari livelli locali, regionali e nazionali. A tal fine il GRAC si impegna a sollecitare e promuovere attività informative e formative con un aggiornamento continuo e per quanto possibile capillare.